Si sono concluse, per questa stagione estiva, le attività di promozione del turismo outdoor in Georgia legate a Visitgeorgia.it .
Purtroppo questa stagione è stata macchiata, a partire dall'8 agosto, dalla guerra.
Sembra strano a noi, abitanti dell'Europa occidentale, parlare di guerra.
Sembra strano per noi, che non abbiamo conosciuto in tempi recenti l'oppressione di un paese straniero, capire cosa voglia dire fare i conti con qualcuno che vorrebbe decidere per noi chi dobbiamo votare, di chi dobbiamo essere amici, con qualcuno che vorrebbe vederci poveri e sudditi.
Questo è quello che, da quasi un secolo, la Russia fa con la Georgia.
La guerra, per noi, ha fatto la sua comparsa venerdi 7, mentre eravamo a vicino a Gori per visitare le rovine di Uplistsikhe con i nostri ospiti. Ospiti di una famiglia georgiana mangiavamo Kachapuri e sorseggiavamo del vino seduti a un tavolo prontamente apparecchiato per noi in un orto. Abbiamo visto i carri armati e le ambulanze dirigersi verso la frontiera per rinforzare le linee di difesa.
La Georgia andava alla guerra in un clima di preoccupazione e di tristezza.
Il commento che più ci ha colpito è stato quello di una donna georgiana in lacrime: "ma cosa vogliono ancora questi russi da noi? siamo un piccolo paese, di neanche 5 milioni di persone. Cosa vogliono ancora da noi ? perchè non ci lasciano in pace?"
Alla pace abbiamo brindato, in piedi attorno a quel tavolo.
E domani ?
E' al domani che dobbiamo guardare. Siamo fiduciosi nella stabilizzazione della situazione. Per fortuna della Georgia la sua posizione strategica la rende importante per noi e per gli Stati Uniti d'America, che non l'abbandoneranno.
Il futuro di questa piccola nazione si giocherà sulla sua capacità di continuare a camminare risolutamente sulla strada della libertà, della democrazia, della crescita economica.
Le premesse sono buone se la vera natura delle nazioni (come delle persone) si conosce nei momenti di difficoltà.
Anche nei giorni più caldi del conflitto non abbiamo mai assistito a scene di panico. Tutto ha continuato a funzionare.
Le autorità georgiane si sono comportate molto bene garantendo la massima libertà di movimento, supporto e informazioni attendibili. La merce nei negozi era disponibile e il carburante non è mai mancato.
Noi continueremo a far conoscere e apprezzare la Georgia.
Nella convinzione che il turismo, la libera circolazione delle persone, la collaborazione economica e , in ultima analisi, la conoscenza diretta delle situazioni e delle cose da parte delle persone, possano essere di grande aiuto alla pace e alla stabilità.